Il mostro di Yara era un amico?
08/12/2010 - Un tredicenne sarebbe indagato, forse lui è stato l’ultimo a vedere la ragazza. Mentre le indagini proseguono, degli extracomunitari portano la loro solidarietà alla famiglia Nuovi sviluppi per la triste vicenda legata alla scomparsa di Yara Gambirasio. Secondo le ultime ricostruzioni fatte
Un tredicenne sarebbe indagato, forse lui è stato l’ultimo a vedere la ragazza. Mentre le indagini proseguono, degli extracomunitari portano la loro solidarietà alla famiglia
Nuovi sviluppi per la triste vicenda legata alla scomparsa di Yara Gambirasio. Secondo le ultime ricostruzioni fatte degli inquirenti, un tredicenne sarebbe indagato sulla scomparsa avvenuta lo scorso 26 novembre a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo. In particolare, questo nuovo filone d’indagnie sarebbe stato aperto dopo la scarcerazione del tunisino Mohammed Fikri, il cui alibi appare reggere. Per gli investigatori la ragazza si fidava di chi l’ha aggredita.
S’INDAGA SU UN TREDICENNE - Sarebbe questa, quindi, la nuova svolte nelle indagini sulla scomparsa di Yara. La Pista sta prendendo piede proprio nelle ultime ore. mentre le ricerche stanno ripercorrendo la ricostruzione di quanto accaduto quel pomeriggio in cui è avvenuta la scomparsa quando, in pochi minuti, la giovane ha lasciato la palestra in via Morlotti dove si allenava per i suoi esercizi di ginnastica ritmica, diretta nuovamente verso la sua abitazione di via Rampinelli, distante meno di un km. Per gli inquirenti, proprio in palestra deve essere successo qualcosa. Yara, dopo aver consegnato uno stereo alle sue istruttrici, ha preso un uscita porta in direzione opposta a quella di casa. Un particolare, finora, evidentemente sottovalutato. Adesso il gruppo cinofilo delle forze dell’ordine sta effettuando rilievi proprio su quella uscita. Eppure, nessuna testimonianza ha finora indicato questa curiosa scelta di Yara, eppure resta difficile ipotizzare che le sue probabili urla non fossero state sentite. Allo stesso modo pare poco possibile che, qualora i rapitori fossere stati almeno in due, che nessuno avesse notato la scena. La famiglia esclude infatti che la 13enne si sarebbe allontanata di sua volontà con uno sconosciuto.
TANTI DUBBI, POCHE CERTEZZE – Peraltro, non emerso nessun amore adolescenziale nascosto, non sono stati rinvenuti segreti inconfessabili nel computer o nella rubrica del cellulare. Tutto questo lascia immaginare che se Yara ha deciso di utilizzare quella uscita deve esserci un motivo, chiaro ed esplicito. Proprio questo induce a pensare che Yara conosceva chi l’ha aggredita. Di certo si sa che alle 18.49 il telefonino della 13enne aggancia la cella di Mapello, proprio dove lavora come operaio il 22enne marocchino scarcerato ieri. Un’area isolata distante circa tre chilometri dalla palestra. Chi ha spento il cellulare, pochi minuti dopo, non si e’ limitato, probabilmente, a quello: ha tolto la batteria impedendo così di ritrovare il cellulare. I cani del gruppo cinofilo hanno tuttavia confermato che nel cantiere ci sono tracce del passaggio della ragazzina. Ma questo pone un altro interrogativo. Come poteva Yara percorrere da sola quelle strade buie e isolate? Appare improbabile che abbia accettato un passaggio da uno sconosciuto. Intanto, ieri i carabinieri del Racis, il raggruppamento investigazioni scientifiche di Roma, hanno incontrato i genitori di Yara nella caserma di Ponte San Pietro. Il colloquio, con la madre Maura e papa’ Fulvio, è durato alcune ore per una ulteriore ricostruzione dei fatti. Adesso, l’ipotesi più plausibile, dopo aver scartato quella del magrebino, è la pista che accredita che ad agire siano stati due uomini. Le parole del 19enne Enrico Tironi, che rivelò per primo di aver visto la 13enne parlare con due uomini, trovano quindi conferma. Una cosa appare certa, sotto la lente degli investigatori ci sono piu’ persone, ma al momento nessuno ha fatto un passo falso. La sensazione e’ che si e’ ancora lontani da una svolta decisiva, quindi.
SOLIDARIETA’ SENZA CONFINI – Oggi pomeriggio una ventina di extracomunitari e’ arrivata a Brembate di Sopra per portare la propria solidarietà alla famiglia Gambirasio. L’iniziativa è partita da Mohamed Ahmed, giornalista della televisione La 9 di Padova, che ha organizzato una comitiva di una ventina di immigrati nordafricani residenti nel padovano a Verona e a Brescia. Il gruppo ha affisso nei pressi della casa della ragazza scomparsa uno striscione con la scritta: “Gli immigrati di Veneto e Lombardia portano la loro solidarietà alla famiglia di Yara”. Un bel gesto, che fa da controcanto allo strisciante vento razzista fomentato, fin dalle prime ore dopo il sequestro, dalla solita parte politica.













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Bell’articolo, ma perché coinvolgere la politica? La frase doveva finire con :”Dalla solita parte del Nord”
Fossi comunista con quella faccia Pietro Salvato?
Omonimo fake dici che ho il phisique du role? o_°
Al contrario
Al contrario…
Strano mi consideravo un moderato, come Vendola. -_-’
uhmm…secondo me è un conoscente O_o (o almeno lo ritengo probabile)
per un rapimento sei sempre a rischio che qualcuno ti veda e devi osservare le abitudini (e forse c’hai davvero avuto paura che qualcuno t’abbia visto O_o… ci sono pure dei palazzi intorno….uhmmmm…darei un’annusata anche alla macchina di quello che ha gridato “al lupo!”)
1)non doveva dar sospetti nel caso fosse uscita dalla palestra con un amica
2) chiunque avrebbe potuto uscire dalla palestra 2 secondi dopo Yara e vedere tutto
3) sapeva che sarebbe uscita da sola
4) troppo poco tempo per sparire prima che uscisse qualcun altro
5) pare sia andata spontaneamente e rapidamente in quella direzione
6) forse le ha offerto un passaggio (i cani si fermano sulla strada?)
7) darei una buona annusata alle auto di tutti i conoscenti (e per tutti intendo “tutti”)
se stessimo un pò più zitti su questi fatti e facessimo lavorare la scientifica forse beccherebbero il colpevole più in fretta! azz!
Non possedendo une lista completa di giovani scomparsi e delle loro attitudini, non propongo nulla. Rilevo soltanto che le prostitute si finisce di ritrovarle,naturalmente morte e tra i drogati le scomparse sappaiono relativamente rare pure essendo facile a rapire. Sono quelli in perfette condizioni fisiche e mentali e scomparire senza lascia adito a una terribile possibilità : dei trapianti clandestini. Spero che questo pensiero sia prestamente smentito. Esiste una lista di giovani, anche in bassa età, scomparsi senza lasciare tracce?
A migliaia…per i trapianti