di Luca Schenato
postato alle 11:57 del 17 giugno 2008 in EsteriTorna alla home

“Le mappe dei diritti” ci raccontano di un’Europa e di un mondo Occidentale divisi in due: chi va avanti e chi resta a guardare scandalizzato.

(di Luca Schenato e Fabrizio Sitzia)

Con la legge che consente alle persone gay di sposarsi e di adottare bambini, approvata a larga maggioranza l’11 giugno in Norvegia, la situazione in Europa è ormai molto chiara. Come si può vedere dalla cartina infatti, tutti i più grandi paesi europei, a parte i paesi dell’ex-blocco Sovietico, l’ortodossa Grecia e le cattolicissime Irlanda e Italia, riconoscono le unioni omosessuali o con matrimonio equiparato a quello eterosessuale o con unioni civili. Nello specifico la Norvegia è il sesto paese al mondo a consentire il matrimonio omosessuale. I Paesi Bassi sono stati i primi nel 2001, seguiti dal Belgio e dallo stato Usa del Massachussets nel 2003, dalla Spagna e dal Canada nel 2005, dal Sudafrica nel 2006. Il mese scorso, un altro stato Usa, la California, si è aggiunto a questo elenco; infatti la Corte Suprema californiana ha dichiarato incostituzionale la legge che vietava il matrimonio tra persone gay. Infine, pur non essendo previsto il matrimonio gay all’interno dei propri confini, Israele e gli stati usa di New York e di Rhode Island riconoscono i matrimoni gay contratti all’estero. Inoltre, tutti gli altri paesi europei, ed in molti Stati occidentali nel mondo, due omosessuali possono comunque utilizzare la legislazione sulle unioni civili per coronare il sogno di veder riconosciuta la propria unione dalla società alla pari degli eterosessuali.

UN’EUROPA A DUE VELOCITA’ - La Norvegia in un colpo solo poi, ha approvato il matrimonio omosex e l’adozione che in Europa è anch’essa ormai diffusissima (vedi seconda cartina). Di nuovo pare che l’Italia faccia parte socialmente e culturalmente degli ex paesi comunisti. Infatti dalle “mappe dei diritti” l’Europa che ne esce fuori è un continente a due velocità, spaccata in due tronconi. Il blocco occidentale (a parte l’Irlanda) si è mosso e si muove nell’ampliamento dei diritti individuali, il blocco orientale non solo è fermo e non ne vuole sentire parlare, ma in più casi c’è stato un arretramento delle battaglie sui diritti civili. Insomma a destra dell’Italia la famosa Europa dalle radici giudaico-cristiane, un bastione di diritti naturali non negoziabili; alla sua sinistra un’Europa relativista, permissivista, più incline alla disintegrazione del tessuto sociale.

IL CASO ANOMALO NOSTRANO - L’Italia è il perno, il confine tra due mondi, due modi differenti di intendere la società e l’individuo. In Italia, con lo scorso governo, abbiamo assistito a mesi e mesi di infiammati dibattiti e svariate proposte. Durante la campagna elettorale del 2006, la coalizione di centrosinistra capitanata da Prodi dava per scontata l’approvazione di una legge sulle unioni civili, sul modello dei Pacs francesi, in caso di vittoria. La vittoria c’è stata, ma sul filo del rasoio; ergo la maggioranza al Senato per approvare una legge che avrebbe dato valore legale anche alle unioni di persone omosessuali sarebbe stata molto incerta. Infatti non se ne fece niente. Si partì dai Di.Co di Bindi & Pollastrini e passando per i Cus di Salvi si arrivò…al nulla di fatto. Mesi e mesi di dibattiti ovunque e nei quali chiunque si è sentito autorizzato a dire la sua, mesi e mesi di accese polemiche, con esponenti politici e vaticani che si stracciavano le vesti per l’imminente scomparsa della civiltà così come la conosciamo.

I DIRITTI DEGLI OMOSEX DANNEGGIANO QUELLI DEGLI ALTRI? - In Italia infatti, tra i politici cattolici e non solo, è radicata l’idea che il matrimonio tra persone gay (o il semplice riconoscimento delle unioni civili), oltre ad essere peccato mortale, danneggi la famiglia eterosessuale. E’ un ragionamento che chi scrive non ha mai compreso molto bene. L’ampliamento di un diritto porterebbe danno a chi quel diritto ce l’ha già. In buona parte dell’Occidente un tale ragionamento sembra non porsi, ultimo esempio, appunto, la Norvegia; che si permette persino di far adottare bambini ai gay. Una pratica che in Italia quasi nessuno si permette neppure di accennare. Ma come scrive Gonzague De Larocque in “Gli omosessuali” (editore Armando) riguardo i bambini adottati da coppie gay: “L’identità sessuale è stata esplorata attentamente, perchè il timore principale riguardava l’eventuale tendenza omosessuale del bambino. Non essendo più l’omosessualità considerata come una malattia, nè legata ai disturbi dell’identità sessuale, la tendenza omosessuale del bambino non avrebbe neppure dovuto costituire un problema. Tuttavia, non un solo bambino coinvolto negli studi ha presentato disturbi dell’identità sessuale, e, per quanto riguarda la tendenza sessuale, il tasso d’omosessualità non è superiore in questi bambini rispetto a quelli che sono stati allevati in famiglie eterosessuali. Si può concludere oggi che la tendenza sessuale dei bambini non dipende da quella dei genitori. Le sole differenze talvolta osservate riguardano un repertorio dei ruoli maschili e femminili meno stereotipati ed uno sguardo più tollerante di fronte a relazioni omosessuali.” Nel caso della Norvegia, come nel caso di altri Stati, una cosa salta all’occhio, soprattutto se l’occhio è italiano: che il parlamento abbia approvato a larga maggioranza la legge. Hanno votato a favore infatti la maggioranza formata dal Partito Laburista, Partito di Centro e Partito dei Socialisti di Sinistra, ma anche i Conservatori e i Liberali all’opposizione. Una cosa inconcepibile in un Paese come l’Italia. L’unico punto fermo che sembra restare sembra il fatto che quando l’identità di un partito si fonda sulla religione, le cose sembrano andare più o meno allo stesso modo ovunque, infatti il Partito Cristiano Democratico ha votato contro. Come a dire, ci teniamo le nostre convinzioni religiose e facciamo di tutto per imporre anche a voi di vivere come vogliamo noi.

Didascalia mappa1: in viola i paesi in cui il matrimonio omosessuale è stato riconosciuto legalmente; in blu i paesi in cui le unioni civili sono state riconosciute; in verde i paesi in cui la convivenza non registrata viene riconosciuta; in giallo i paesi in cui è in discussione; in arancione i paesi in cui non è riconosciuta e non vi è dibattito; infine in rosso i paesi in cui le unioni dello stesso sesso sono esplicitamente vietate nella costituzione o nella legislazione.

Didascalia mappa2: in viola i paesi in cui l’adozione per gay è legalizzata; in rosa i paesi in cui l’adozione per gay è legale solo in caso di figliastri; in grigio paesi senza alcuna legislazione al riguardo.

(fonte delle mappe: Wikipedia)

COMMENTI (21)STAMPA - FALLO LEGGERE