Quarantasei, quasi cinquanta, i minuti di ritardo della sposa. Come cinquanta i milioni sul conto in banca di Alonso, di parte dello sposo. Quelli che “s’usa così in Italia ? in Italia no, a Soverato si”.
Quelle che belle e famose no, com’è che Naomi non ce l’ha fatta e la Cenerentola all’olio d’oliva invece. Quelli che Elisabeth è lei ma la nave scuola lui. Quelli e quelle che l’avrebbero volentieri visto attaccato alla canna del gas e non alla minerale, in attesa.
Quelle che lo sposa per interesse e vorrebbero essere loro la sposa per buona parte.
Quelli che lo sposa per interesse e vorrebbero esser loro la sposa per Malaparte.
Quelli e quelle, che dove non poterono tumori e Woodcock potrà un bagnino.
Altro che 11 settembre e prendersela con le Twin Towers. Bastava venire al matrimonio di Briatore per trovare tutto ciò che fa (un) senso dell’Occidente.
The final Ricchiuti
The final Ricchiuti #52
16 giugno 2008




“Mi sento emozionato come alla partenza del GRAN PREMIO”(parva si licet) pare abbia detto quell’ineffabile uomo, roba da lasciarlo “a iurmu” (dialetto salentino-calabro-siculo) sull’altare (portandosi via lo strascico tempestato di brillanti, data la “contenuta fastosità” dell’evento, of course)
e vissero felici e contenti