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Asiana Airlines: i racconti dei sopravvissuti al volo dell’orrore

“Il muso dell’aereo si è alzato un pochino, ma eravamo a piena potenza e abbiamo sbattuto contro la pista. Poi abbiamo sentito che ci alzavamo di nuovo, forse il pilota ha cercato di riprendere quota, ma non è successo. Se ci fossimo ribaltati nessuno di noi sarebbe qui a raccontarlo”. A parlare è Benjamin Levy, uno dei 307 passeggeri del volo 214 di Asiana Airlines, che sabato si è schiantato durante le manovre di atterraggio all’aeroporto di San Francisco.

incidente aereo san francisco Asiana Airlines

“MAMMA, L’AEREO STA CADENDO” – Ancora scossi, i sopravvissuti raccontano gli attimi di terrore vissuti sul velivolo. Tra questi c’è anche Fei Xiong, una madre che stava andando a San Francisco insieme al figlioletto di soli otto anni. Anche il bambino aveva capito che qualcosa non andava: “Mi ha detto: ‘L’aereo sta cadendo, è troppo vicino al mare’. Io gli ho risposto che era tutto ok. Un attimo dopo ci siamo schiantati” – racconta Fei, con il collo bloccato da un collarino ortopedico. Poco distante da lei viaggiava un’altra donna, Wen Zhang: anche lei aveva con se il suo bambino, di appena quattro anni. Non appena ha capito cosa stava succedendo ha preso in braccio il piccolo, che viaggiava nel sedile di fronte lei ed è uscita attraverso un buco che si era creato nella fusoliera: “Il buco era abbastanza grande per due persone – dice la donna – Non ho avuto tempo per avere paura”. Lei è rimasta miracolosamente illesa. Il bambino, invece, se l’è cavata con una gamba rotta. Anche Xu Da, un agente di commercio cinese che viaggiava in compagnia della moglie e del figlio adolescente, è fuggito da uno squarcio apertosi in coda: tutti è tre sono rimasti impietriti sulla pista, mentre i vigili del fuoco cercavano di spegnere l’incendio.

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LA FORZA DELL’IMPATTO – “Il mio sedile era un sedile per chi voleva dormire e aveva una cintura di sicurezza in più, che si allacciava all’altezza del petto – racconta Eugene Rah – Se non avessi avuto quella cintura sarei stato sbalzato sul tetto dell’aereo a causa della forza dell’impatto”. A bordo viaggiava anche Mark Stone, un corrispondente di Sky Asia. Il giornalista ha raccontato come il personale di bordo abbia cercato fin da subito di calmare i passeggeri terrorizzati e di organizzare l’evacuazione. Lee Yoon Hae, una hostess in servizio sull’aereo, ha controllato se i piloti fossero ancora vivi e poi ha comunicato ai passeggeri di lasciare immediatamente l’aereo usando gli scivoli gonfiabili e obbligandoli ad abbandonare i bagagli a mano che alcuni cercavano di liberare invano dalle cappelliere.

 

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“SIAMO FORTUNATI” – “Molti passeggeri erano in preda al panico, apparivano disorientati” – racconta la Lee. Ma il suo sangue freddo, forse, è stato determinante per portare i passeggeri in salvo. La donna ha riportato la frattura del coccige, ma se ne è resa conto soltanto dopo essere stata trasportata in ospedale. Molti passeggeri, tra cui Da e la sua famiglia, sono rimasti senza documenti e senza passaporti e alcuni hanno riportato fratture e ferite non gravi. “Siamo fortunati di essere ancora vivi” – ha concluso Da.

(Photocredit: Getty Images)