THE ANSWER MY FRIEND – Avrà mai una risposta? Ma è inutile rivangare vecchie storie, perché poi ogni giorno ce n’è una nuova da raccontare. E allora, circondati da uniformi e spillette, Adele Parrillo si avvicina ad Azeglio Ciampi: “Presidente lei non ha il piacere di conoscermi purtroppo. Io sono la compagna di Stefano Rolla, non ha potuto incontrarmi perché mentre lei era dentro a commemorare i morti (tra cui il mio compagno Stefano) insieme a tutti gli altri parenti, a me mi trascinavano fuori sui sanpietrini del Vittoriano. Esattamente tre anni fa”. Insomma Adele si scusa per la sua assenza. E Ciampi impallidisce, diventa “bianco come i capelli”. Ciampi continua a tenere la mano di lei tra le sue (l’ha presa quando Parrillo si è avvicinata e lui pensava ai ringrazimenti di rito “signor presidente” e non può certo mollarla proprio adesso) e biascica una risposta:
“Sc… sc..”. Adele si avvicina: “Come presidente?”, e lui ripete più forte: “Scusace”. Deve avere notato una espressione perplessa di Adele, non somigliante alla riconoscenza o al ringraziamento, per cui ripete: “Scusace” (“ma nemmeno in italiano si rivolge a me?” si domanda Parrillo sorpresa).
Nemmeno a nome del Popolo Italiano, ma una iniziativa personale e confidenziale. (“Ade’, pure tu però!”). Intanto i giornalisti si gettano sui superstiti. “Lo Stato non si è dimenticato di noi, si è fatto sempre sentire vicino anche ora che sono passati cinque anni dall’attentato” dice Sergio Ghione, padre di Daniele, il maresciallo capo ucciso nell’attentato nel corso di una cerimonia di commemorazione, stamani, a Finale Ligure. “È una vicinanza che ci fa piacere, anche se nessuno mi potrà più restituire mio figlio”. Ghione, un diploma da geometra, la passione per il free klimbing, e per il karate, un carattere solare, “aveva partecipato alla missione del 2003 felice di poter aiutare gli altri – ha ricordato il padre. È tornato avvolto in una bandiera tricolore sicuro però di aver fatto sino in fondo il suo dovere di carabiniere”. Parole, parole, parole. Speriamo che la commemorazione, ogni 12 novembre, non rischi di giustificare l’oblio per il resto dell’anno.
I 28 morti di Nassiriya. Gli italiani sono:
I carabinieri
Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Giovanni Cavallaro, sottotenente
Giuseppe Coletta, brigadiere
Andrea Filippa, appuntato
Enzo Fregosi, sottotenente
Daniele Ghione, maresciallo capo
Horatio Majorana, appuntato
Ivan Ghitti, brigadiere
Domenico Intravaia, vice brigadiere
Filippo Merlino, sottotenente
Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Alfonso Trincone, sottotenente
I militari dell’esercito
Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
Massimo Ficuciello, capitano
Silvio Olla, maresciallo capo
Pietro Petrucci, caporal maggiore























Assurdo che una coppia che convive da 6 anni (non 6 giorni!) non abbia diritto a nulla!
Capisco le resistenze ideologiche a riconoscere le coppie di fatto… ma un cazzo di diritto lo vogliamo dare a queste coppie????
Conosco personalmente Adele, che è una persona dolcissima.
Un sorriso a lei e a tutti i caduti (sposati o non sposati) di Nassirya
grazie a Chiara per il pezzo, e grazie ad Adele.
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Che schifo. Da’ il metro di quanto conti l’amore veramente per quella gente che se ne fa scudo ogni giorno al fine di difendere il suo piccolo feudo
NON CI SONO PAROLE !
Caso montato sul nulla.
Bastano tre righe scritte su un foglio per lasciare3 a chi si vuole la quota di eredità fuori da quella legittima.