Yara: “Metteremo i passamontagna per punire il marocchino”

Mentre il pm non chiede la custodia in carcere e non ci sono prove a carico, il paese sembra pronto...

Mentre il pm non chiede la custodia in carcere e non ci sono prove a carico, il paese sembra pronto a farsi giustizia da solo

Interrogatorio di garanzia in carcere per Mohamed Fikri, il marocchino accusato di aver partecipato al sequestro, all’omicidio e all’occultamento del cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa da Brembate.

IL PM NON CHIEDE LA CUSTODIA – Il giudice si e’ riservato a domani la decisione sulla convalida del fermo: il Pm non ha chiesto la custodia in carcere per l’indagato e il difensore ne ha sollecitato la scarcerazione. Contro di lui, al momento, sembra esserci solo un’intercettazione registrata dagli inquirenti: “Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io”, ancora pero’ dubbia: secondo alcune interpretazioni si tratterebbe di un modo di dire. Mentre si rincorrone le voci, nessuna confermata, su presunti complici italiani e persino su altre piste seguite, pare, dalla polizia, volontari, forze dell’ordine e cani addestrati hanno setacciato per una quarantina di minuti una fonderia ad Ambiveri e un pozzo nella zona industriale di Brembate.

NESSUNA PIETA’ – In paese intanto monta la rabbia e non mancano dichiarazioni di razzismo. Nella villetta della famiglia di Yara le forze dell’ordine hanno impedito ad alcune persone di appendere uno striscione con la scritta “per Yara. Nessuna pieta’ per chi ha fatto questo”. Nei bar le frasi xenofobe corrono di bocca in bocca. Per gli abitanti non ci sono dubbi: Yara e’ stata uccisa da “uno che viene da fuori”. “Quando saremo sicuri di chi e’ stato, metteremo i passamontagna e andremo a punire quel marocchino”, sentenzia rabbioso un avventore di un bar del centro. Idee chiare anche sul concetto di giustizia: “se Yara fosse figlia di un giudice o di un politico, l’assassino sarebbe punito piu’ severamente”. “Sono padre di una tredicenne – dice un altro – da quando sono arrivati quelli la’ non la mando piu’ all’oratorio, ho paura”.

RAZZISMO STRISCIANTE – I marocchini, “quelli la’”, rappresentano lo spauracchio del paese: “spacciano, fanno casino; questo e’ un paese di gente che si e’ sempre voluta bene, ora sono arrivati loro a rovinarlo…”. Intanto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, teme possa ripetersi quanto accaduto con il caso di Sarah Scazzi: “Le investigazioni sono in corso – dice – ed e’ opportuno non farne un altro caso mediatico come ad Avetrana”. Ma le preoccupazioni non si fermano a questo: “Non vorrei che un cartello messo da una persona che ha un atteggiamento che lo stesso sindaco di Brembate, un leghista, ha condannato e che io condanno, diventi il simbolo di quella comunita’, che e’ operosa e accogliente”.

(agi)