Poi Villa si ricorda di esserci anche lui, e le furie rosse vincono quando meno se l’aspettano. P.s.: avete rotto con queste partite decise nei minuti finali. Vi rendete conto della difficoltà in cui ci mettete? Ecco.
Gli organizzatori, anticipando il dolce di Ibra-Spagna al contorno di Russia-Grecia, riescono, non volendo, ad imitare il Woody Allen che, al primo appuntamento, bacia Annie subito, sciupando tutto il bello dell’attesa del bello, per non rovinarsi l’inutile cena. Un calendario da Oscar.
D’altronde sono svizzeri e austriaci, stolidi e cattivi. I primi restan neutrali pure sulla madre, anche se da secoli gli si dà dei figli di. I secondi han fatto a cambio coi generosi e bambatruppen cugini tedeschi: gli han dato Hitler in cambio di Beethoven.
Il dessert comincia, tra gli immancabili popopo, a Tivoli (sic), lo stadio di Innsbruck. La Spagna dei giovani turchi (una cosa che sembra Adinolfi ma di successo) contro il sogno di Ibra, l’Ibra dream team. Morace certifica che Torres inizia bene: il problema è che sia duro che duri. Il giornale lo nega, ma per Ibra (Mutu gliel’ha spiegato, che per Mourinho zingaro uguale reato) è gara (d’appalto) in gara: si mette in vetrina per il Barcellona. Due tocchi al risparmio e senza far male a se stesso dovrebber bastare. La Spagna pressa con voglia, il contropiede svedese è dilatorio e molliccio. Le furie rosse son giovani e si vede: le due squadre con l’ X passano il turno, gli svedesi sornioni lo sanno ma i furetti di Spagna ancora no . So’ ragazzi, Gianni Brera dinanzi tanta grottesca (da grotte) sportività vomiterebbe. E difatti chi segna ? El Nino, goal casuale di Torres. Il tocco vincente è con gamba alzata di Bimbo che la Celentano d’Amici applaudirebbe. La Svezia risponde con tacco ed un fuori.
Ibra ha l’aria più scocciata che afflitta. Per colpa di questi pivelli, gli toccherà lavorare. Esce dalla vetrina e sfidando da guapa Puyol a venire da lui mette lascivo Larsson, a vuoto, davanti al portiere. Puyol è talmente turbato che il mister, da moglie, lo richiama a sedere. Accanto peraltro a cinquanta milioni dei meninhos de Euro, Fabri e Xabi: Aragones continua a picchiare i bambini che ha convocato. Ibra conclude e va a recuperare palla, come si fosse lanciato da solo.
La Spagna si chiude, manca alla Svezia un Materazzi che piagnucoli di farli segnare. Ibra il cobra seduce con lo sguardo il pallone che gli sfugge, lui ci sta, resta fermo e si lascia ammazzare nell’angolo. Pareggio, ora state calmini, ma niente, popopo..povero GiannifuCarlo. Caro Aragones, se voi avete la garra loro hanno Cobra-cadabra. Quando i gialli provano a fare da soli, e senza protezione, il dieci se la ride mentre li sta a guardare braccia conserte e gambe incrociate. Non c’è un rigore netto su Villa, come l’aver scommesso sulla Svezia Campione non mi ha messo in conflitto d’interessi.
Secondo tempo, esce Ibra, entra in campo la Svezia. Sembra la garanzia ad un accordo. Brera Gianni direbbe, non è mai tardi per la civilizzazione. Qualche fallaccio per non dar nell’occhio. “Non facciamo sempre quelli che la sanno lunga”, ci ricorda Ferrara. Ma intanto che famo ? La gara ha perso le ruote del suo Special Uan ed ha messo routine. La Spagna gioca bene forse. Come una raga carina diciamo, ma abbiamo ancora sotto gli occhi come giochi l’Olanda (ah come Ru-ud palleggia) per poter essere di bocca buona. Con la Svezia non si può non mentire: è una cazzuta rivincita dei Nerds Volenterosi se si giocasse fino
a metà campo e soltanto per guadagnare yards. Entrato Baby Fabregas, con la pastina di quest’altro bimbo d’oro la pastetta si disunisce. Si rischia, è proprio il caso di ammetterlo, di passare in vantaggio. D’altronde meglio questo thrilling che niente. Bravo Senna, Morace spiega la gara con l’emozione di un anorgasmico geometra. La Spagna si mettein mostra con la palla, da un ombrellone all’altro: la Svezia è sdraiata finto-sderenata sull’asciugamano in difesa e aspetta solo di mandarla in bianco.
D’altronde meglio questo che aspettare a pancia piena l’inutile insalata che verrà dopo.
Quell’inutile insalata, servita su piattini, quella che ordini solo nei menù completi per avere lo sconto e che nessuno mangia, quella Russia-Grecia (chi perde va fuori- perdere entrambe no, s’è espressa al riguardo la Fifa) nata pronta intonsa per il pattume. Fabregas, la risposta spagnola a Cri Cri Ronaldo (ecchecazzos), sembra un tronista che, causa europeo, non è stato invitato al matrimonio di Briatore. Proprio “ non ha potuto”. Ha l’aria di quelli cui i tifosi al massimo avran strillato nudo nudo anziché bravo. Ma è scarico, (s)gonfio d’amore. Ibra, come nobile servo rinchiuso in prigione, schiude materno il pareggio e ringrazia l’Italia di Brera. Poi Villa, l’errore e il suicidio assistito di Hansson. Ibra, la madre, si sveglia ed il calcio vero abortisce.






























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Dialogo su msn di qualche giorno fa:
milè, segnati questa: la Svezia vince l’Europeo.
BUUUUUU
ricchiù, certo che coi pronostici…
ma perché continuate a fargli scrivere della Svezia ?
L’ Ibra dream team se non sta attento pure una delle sbarbine che sta giocando adesso ed è fuori dall’ europeo. E ben gli sta perché a guardarli fanno pena al calcio.
Goal da applausi. Quello di Villa of course
Ribadisco: Svezia Campione.
O, almeno.
Ibra Campione, speriamo lo raggiungano in tempo.
Bravo Ricchiù (cit.)
Anche se io questa qui per la Spagna ce l’avrei pure messa.