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Il sito che raccoglie le ultime parole dei condannati a morte

Il Texas ha messo on line le ultime parole dei condannati a morte. Lo ha fatto in una sezione specifica del sito internet istituzionale della difesa dello Stato americano che ha festeggiato pochi giorni fa la 500esima esecuzione dal 1976, anno in cui venne re-introdotta la pena di morte.

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LE SCHEDE DI 500 DETENUTI – Il sito appare estremamente chiaro. Per ogni detenuto è presente una scheda nella quale viene spiegato il reato di cui il condannato è ritenuto responsabile, il suo nome, il suo cognome, il numero di matricola, l’età, la sua razza, la data di esecuzione e la contea di provenienza. Prendiamo l’ultima scheda, quella della cinquecentesima persona giustiziata dallo Stato della stella. Parliamo di Kimberly McCarthy, nera, cinquantaduenne, uccisa il 26 giugno 2013 e condannata a morte nel 1998. La scheda del detenuto, corredata di fotografia, ci spiega come la donna venne già incarcerata nel 1990 per falsificazioni salvo essere assolta e ci dice perché è stata condannata a morte. Nello specifico ha ucciso a coltellate una settantenne bianca a seguito di una rapina finita male. Inoltre ha usato le carte di credito e la vettura della vittima per fuggire.

 

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PERSONE COME LE VITTIME – Per questo è stata condannata alla pena capitale. E queste sono le sue ultime parole, rigorosamente raccolte dal sito istituzionale: “Volevo ringraziare coloro che mi hanno sostenuto in questi anni. Il reverendo Campbell, mia guida spirituale. Aaron, padre di Darrian, mio figlio, Maurie, il procuratore. Grazie a tutti. Non è una sconfitta, ma una vittoria. Sapete dove sto andando. A breve sarò con Gesù. Mantenete la speranza, vi amo tutti. Grazie, cappellano”. Non tutte le ultime parole sono così dolci e cariche d’amore. A volte i detenuti hanno scelto di non parlare, altri ne hanno approfittato per ribadire la propria innocenza, altri ancora si sono sbrigati a chiedere al boia di fare ciò che doveva. Restano le foto, le parole e gli atti di persone giustiziate che esattamente come le proprie vittime avevano sogni, speranze, fede. E che sono morte per pagare i loro delitti.