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Aldo Moro, Cossiga e il nuovo mistero di via Caetani

Non sono mai stati interrogati e se ne lamentano perche’ hanno molto da raccontare gli antisabotatori che per primi arrivarono all’R4 rossa, con il corpo di Moro nel bagagliaio, in via Caetani, il 9 di maggio di 35 anni fa. Uno di loro, Vitantonio Raso, ha scritto un libro, ‘La bomba Umana’, nel quale da’ dettagli che modificano la storia per come finora nota. Lui ed il suo collega Giovanni Circhetta – sentiti dall’Ansa e dal sito www.vuotoaperdere.org- spostano l’ora del ritrovamento dell’auto e del cadavere dello statista a prima delle 11, mentre era delle 12.30 la famosa telefonata delle Br che annunciava l’uccisione di Moro ed il luogo dove trovarne il corpo.

IL CADAVERE DI MORO E VITANTONIO RASO – Alle 11, infatti, gli artificieri arrivarono in via Caetani per controllare che l’R4 non fosse una trappola esplosiva. Fu Raso il primo ad entrare nella macchina ed a trovare sotto la coperta il corpo di Moro. Poco dopo arrivo’ anche Francesco Cossiga, che finora si sapeva essere giunto in via Caetani solo poco prima delle 14 e quando Raso,sceso dalla macchina, comunico’ che dentro il bagagliaio c’era Moro, non vi fu alcuna reazione da parte Cossiga e da chi lo circondava. “Sembrava che sapessero gia’ tutto”,dice Raso. Dal Maresciallo Giovanni Circhetta l’altra novita’: sul sedile anteriore della R4 c’era una lettera. Circhetta e’ sicuro e si chiede che fine abbia fatto.

ALDO MORO VIA CAETANI

COSSIGA E SIGNORILE – “Andai da Cossiga nella seconda parte della mattinata. Alle 12 si va a prendere un aperitivo non certo un caffe'”. Claudio Signorile ricorda la mattina del 9 di maggio e si rammarica che queste novita’ emergano ora che l’ex capo dello Stato non c’e’ piu’. Quella mattina mentre era a colloquio con Cossiga al Viminale Signorile senti “l’altoparlante in presa diretta che annunciava che c’era un’auto in via Caetani con dentro un corpo e che andavano a verificare. Poi una seconda comunicazione che diceva, la ‘nota personalita”…” L’orario? A microfoni spenti tempo fa Signorile disse “tra le 10 e le 11”. “Ero li per un caffe’ non un apertivo”, chiosa oggi come a ribadire quell’orario detto in totale controtendenza con la versione ufficiale della telefonata delle Br alle 12,13 a casa del Professor Tritto. Il problema e’ che proprio in quei minuti e’ in corso la seduta della direzione Dc che sta accettando la proposta di scambio uno contro uno avanzata dai socialisti e sostenuta da Amintore Fanfani.

IL RACCONTO DI SIGNORILE – “Andai dunque da Cossiga – ha detto Signorile nel ’93 – aspettando qualche novita’ e quali conseguenze potessero eventualmente scaturirne. Mentre ne stavamo parlando arrivo’ la telefonata del capo della Polizia che annuncio’ a Cossiga l’avvenuta uccisione di Moro. Lo vidi sbiancare. Ricordo che Cossiga eslamo’: ‘Debbo dimettermi’. Io gli dissi :’Fai bene, e’ un dovere morale'”.

ALDO MORO VIA CAETANI (2)

LE CARTE SEGRETE – Sarebbe utile che le carte che parlano di questa telefonata a Parlato, ancora segrete, e conservate all’Archivio di Stato e presso il Senato (carte della Commissioni stragi) potessero essere rese pubbliche per capire i tempi e i modi della comunicazione della avvenuta esecuzione di Moro. Tra i documenti segreti a 35 anni dai fatti c’e’ tra l’altro un foglio manoscritto con note informative e mappe della zona di via Caetani (dell’11 maggio), una lettera del primo distretto di polizia, sempre dell’11 maggio, e un “appunto informale su una telefonata ricevuta dal capo della polizia” (del 12 maggio). Incrociando gli elementi s’intuisce che quei documenti possono dirci qualcosa su tempi e modi dell’annuncio allo Stato della morte di Aldo Moro.

ALDO MORO VIA CAETANI 2

MACALUSO DICE NO– La tesi ricostruita in un libro secondo la quale il cadavere di Aldo Moro sarebbe stato ritrovato in via Caetani oltre un’ora prima della telefonata delle Br non convince neanche un po’ Emanuele Macaluso, senatore del Pci per diverse legislature. “Perche’ queste cose vengono tirate fuori quando Cossiga e’ morto? Non si potevano dire prima?”, obietta Macaluso. Vitantonio Raso, autore del volume ‘la bomba Umana’ insieme al collega Giovanni Circhetta di cui parla il sito web ‘vuoto aperdere’ , ha operato come artificiere-antisabotatore. Secondo la versione dei fatti degli antisabotatori, Francesco Cossiga sarebbe arrivato sul posto molto prima di quanto e’ sempre stato detto (intorno alle 11 e non dopo le 14). “La verita’ sul caso Moro credo sia gia’ stata scritta – afferma ancora Macaluso – e mi sembra abbastanza plausibile. Leggero’ il libro ma francamente mi sembrano ricostruzioni che servono soltanto a rinfocolare l’enigma”.