di John B (John)
postato alle 12:38 del 11 novembre 2008 in TecnologiaTorna alla home
Il famigerato materiale alla prova dei fatti. Cosa dice la scienza sugli effetti reali delle radiazioni da Du e quali sono i materiali davvero pericolosi.Questa rubrica tratterà serialmente il debunking di miti internettiani e non. A tenerla, il “terribile” John dicrono911.

Numerosissimi siti Web e testate giornalistiche hanno trattato e trattano la questione dell’utilizzo militare dell’uranio impoverito (DU, Depleted Uranium) e della sua nocività per le persone, civili e militari, esposte ad esso in prossimità di campi di battaglia e aree di esercitazione.  Vediamo cosa c’è di vero.

COS’E’ L’URANIO IMPOVERITO -  L’uranio impoverito è uranio composto prevalentemente dall’isotopo U238 e si ottiene nel corso del processo di “arricchimento” che serve a produrre l’U235. L’U238 è anche l‘isotopo di uranio più comune in natura (oltre il 99% dell’uranio è composto da U238). Si trova ovunque: in media nel corpo umano vi è una quantità di circa 90 milionesimi di grammo, prevalentemente nelle ossa, assimilata bevendo, mangiando e respirando: ogni anno, in media, un individuo ingerisce mezzo milligrammo di questo metallo che viene quasi tutto espulso con le urine e le feci.  La sua radioattività è considerata innocua : emette particelle Alpha in un raggio di pochi centimetri che non riescono ad attraversare un foglio di carta né la pelle umana neppure se il metallo è messo direttamente a contatto. La riprova è data dalle rilevazioni effettuate sui lavoratori delle miniere di uranio, che pure lavorano a stretto contatto, tutti i giorni, con ambienti ricchi di U238 e altri isotopi ancor più radioattivi.

DOVE SI USA - Il DU è estremamente denso, pesante e duro, e si incendia a temperature superiori ai 600 gradi. Per queste sue caratteristiche, trova applicazione sia nel settore civile che in quello militare. In campo civile il DU è utilizzato come zavorra (negli aerei, nei satelliti), come contenitore di altri elementi radioattivi, come scudo nelle sale di radiologia. In campo militare è utilizzato in penetratori ad alta velocità (essenzialmente contro carri armati e blindati) e nelle corazze, oltre che come materiale di contenimento nelle armi nucleari. I penetratori vengono sparati dai cannoni installati su mezzi corazzati, aerei, elicotteri, sistemi antimissile imbarcati su unità navali. Le corazze con uranio impoverito sono utilizzate dai carri armati.

CHI LO USA - Si ritiene che decine di paesi nel mondo utilizzino l’uranio impoverito sia come munizione che come corazzatura, anche se solo Stati Uniti e Inghilterra lo ammettono ufficialmente: infatti numerosi sistemi d’arma di produzione americana fanno uso di munizioni e di corazzature in DU e tali sistemi risultano acquistati e regolarmente in servizio presso le forze armate di decine di altre nazioni. Un altro indicatore della diffusione di questo metallo è dato dalle scorte esistenti: Stati Uniti e Russia detengono ciascuno quasi mezzo milione di tonnellate di DU, seguono la Francia (quasi 200.000 tonnellate), l’Inghilterra, la Germania, l’Olanda, il Giappone, la Cina, le due Coree e il Sud Africa.

L’ALLARME - Inchieste giornalistiche, servizi televisivi, innumerevoli siti Web hanno puntato il dito contro l’utilizzo dell’uranio impoverito in alcuni teatri di guerra (Balcani, Afghanistan, Iraq) mettendolo in relazione con svariate patologie – vere o presunte – che hanno colpito i reduci e gli abitanti delle aree interessate dai combattimenti. Secondo queste segnalazioni, i proiettili al DU, al momento in cui colpiscono il bersaglio, si sbriciolano in minuscole particelle radioattive che contaminano l’ambiente circostante, finendo nell’aria, nell’acqua, negli alimenti. Una volta entrate nel corpo umano, esse possono provocare l’insorgere di gravi malattie.

GLI STUDI - Numerosi studi – oltre a quelli già linkati, ne proponiamo uno americano che risale al 1994 e uno australiano del 2003 dimostrano che il DU è sostanzialmente innocuo: persino nelle zone dicombattimento dove è stato utilizzato in maniera intensiva non ha prodotto concentrazioni o livelli di radiazione superiori a quelli naturali o ai limiti previsti dalle normative sanitarie. Dal punto di vista scientifico non è mai stata provata alcuna connessione tra l’utilizzo militare del DU e l’insorgere di qualsivoglia patologia, tuttavia molti paesi – soprattutto per ragioni di opportunità politica – hanno deciso di mettere al bando questo materiale. La convinzione che le armi contenenti uranio impoverito costituiscano una grave minaccia per la salute delle popolazioni è ormai inattaccabile. In realtà il DU non è più tossico né più pericoloso di tantissime altre sostanze che usiamo quotidianamente e tantomeno delle tante sostanze (metalli leggeri e pesanti, composti chimici ecc…) che vengono liberate sui campi di battaglia.

COMMENTI (5)STAMPA - FALLO LEGGERE