Soltanto pezzi umani da oliare

13/06/2008 - Muoiono come mosche. Nell’indifferenza generale, sicuramente prima e spesso anche dopo il decesso. La politica s’indigna, ma alla fine cosa fa per proteggere le parti dell’ingranaggio che la supporta? Una vittima sul lavoro ogni tre minuti e mezzo. Fa venire

     
 

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Muoiono come mosche. Nell’indifferenza generale, sicuramente prima e spesso anche dopo il decesso. La politica s’indigna, ma alla fine cosa fa per proteggere le parti dell’ingranaggio che la supporta?

Una vittima sul lavoro ogni tre minuti e mezzo. Fa venire i brividi il dato diffuso dall’Unione Europea da cui parte la campagna biennale sulla valutazione dei rischi sull’occupazione che verrà lanciata oggi a Bruxelles dalla Commissione e dall’Agenzia Ue per la sicurezza e la salute sul lavoro. Una cifra ricavata dai dati Eurostat relativi al 2005 (5.700 decessi mortali ogni anno) e le stime dell’Organizzazione mondiale del lavoro, secondo la quale altre 159.500 persone perdono la vita per colpa delle malattie provocate dalla propria occupazione.

EROI - Questa settimana è ancora l’Italia a piangere i suoi morti. Altri sei. Che tutti insieme fanno ancora più impressione. Morti abbracciati, vittime di un nemico più grande e più cattivo di tutta la loro rabbia di oppressi messa insieme. Secondo il Ministro Sacconi è giunto il momento di un piano straordinario. Evidentemente non basta il testo unico sulla sicurezza voluta dall’ex ministro Damiano e tanto contestato da Confindustria. Quello che non sta bene agli industriali è la struttura eccessivamente sanzionatoria del testo verso le aziende stesse. E su questo potrebbe anche aver ragione, perché a maggiori controlli e alla maggiore severità verso chi non investe nella sicurezza dei luoghi di lavoro, andrebbe affiancata quella formazione, che proprio Sacconi, prima di diventare responsabile del dicastero del welfare, aveva indicato come la nuova forma di tutela, il nuovo articolo 18, in un mondo del lavoro in continua evoluzione.

LA LEGGE - I lavoratori di Mineo (quattro erano dipendenti pubblici) sono scesi cinque metri sotto terra senza le attrezzature e le adeguate prevenzioni. Probabilmente perché abituati a una quotidianità fatta di assenteismo da parte di responsabili e superficialità in operazioni pericolose. Ma che ruolo svolge il mercato in tutto questo? Quanto la competitività richiesta e soprattutto la corsa esasperata alla produzione hanno accorciato i tempi di recupero tra un intervento e l’altro, prevaricato le più semplici operazioni di messa in sicurezza durante un turno lavorativo? Purtroppo su questo punto, al di là delle buone intenzioni della politica nostrana, la concezione del lavoro da parte della Grande Europa va nella direzione opposta. I 27 paesi dell’Unione hanno infatti raggiunto un accordo per una revisione della legge europea sull’orario di lavoro, normativa adottata nel 1993 e già modificata nel 2003. La settimana lavorativa di 48 ora rimane la regola, ma la durata massima settimanale di lavoro potrà raggiungere le 60 o le 65 ore per i dipendenti che, volontariamente e a titolo individuale, accetteranno di derogare al limite di 48 ore garantendo una maggiore reperibilità. Più lavoro individuale dunque, meno tempi di recupero e più competizione tra lavoratori.

PREVENZIONE - Intanto in Italia la commissione Lavoro del Senato ha dato il via libera al disegno di legge per istituire una commissione parlamentare di inchiesta sulle morti bianche. Proposta bipartisan che speriamo sia utile, ma che andrebbe affiancata magari da un’agenzia che anziché accertare le cause dei decessi dovrebbe verificare condizioni di lavoro e preparare ogni singolo lavoratore alle sue mansioni, anche a spese dello Stato. Se ogni persona deve calarsi nel ruolo di ingranaggio, che almeno vengano spesi i soldi per oliarlo.

(con questo pezzo continuiamo una collaborazione con Ste ed aNDy cAPp di Noantri, che speriamo vada avanti fino alla fine dei tempi e anche oltre)

(immagini da Controcorrente satirica e Mauro Biani)

     
 

13 Commenti

  1. Scusate, ma l’articolo vuol fare un processo per i 6 morti nella cisterna o si vuol parlare in generale delle morti bianche italiane?

  2. Lkv scrive:

    @Leo credo solo sul caso dei 6 operai, anche perche’ altrimenti si dovrebbe parlare della sicurezza sulle strade e non sul posto di lavoro visto che la meta’ dei morti sul lavoro in realta’ avvengono su strada. L’avevo accennato anche qui: http://www.giornalettismo.com/archives/844/libero-parcheggio-in-libero-stato/

  3. Lkv scrive:

    “la meta’ dei morti sul lavoro”
    Intendevo “degli incidenti”.

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